Il terreno e la sua composizione

Volendo dare una spiegazione alla parola terreno possiamo definirlo come lo strato più superficiale del pianeta sul quale viviamo, in grado di ospitare la vita delle piante e di contribuire al loro naturale sviluppo.

le diverse qualità di terreno

La composizione del terreno, generalmente, è formata da tre elementi principali: argilla, calcare e silice. Di conseguenza, sarà possibile distinguere terreni più argillosi rispetto ad altri più calcarei e via dicendo.

L’importante è che sia sempre presenti buona parte di questi elementi in quanto la mancanza di uno di loro potrebbe determinare risultati negativi per la crescita di un orto o di un frutteto. L’ideale è avere una proporzione in egual misura di questi tre elementi per la riuscita di un giardino sano e rigoglioso. Inoltre, non è detto che terreni trascurati o poco adatti alle colture non possano tramutarsi in zone floride e proficue attraverso “correttivi”, ovvero l’aggiunta delle sostanze mancanti laddove scarseggiano. L’argilla, ad esempio, nella giusta quantità, conferisce al terreno una media compattezza su cui le piante possono trovare facilmente il loro appoggio.

Se, però, il livello di argilla si alza, il terreno diventa poco poroso e non permette all’aria di accedere e, di conseguenza, risulta poco permeabile e molto umido. L’argilla umida attecchisce maggiormente agli attrezzi rendendo più problematica la lavorazione dei campi. Viceversa, quando è secca apre nel terreno grandi feritoie e screpolature. In sostanza, i terreni troppo argillosi non permettono alle piante un rapido sviluppo, che sono soggette alla troppa umidità nei periodi freddi e alla maggiore aridità durante i periodi caldi.

Un terreno, invece, in cui è presente un buon rapporto di carbonato di calce (calcare) si presta molto bene alla decomposizione dei concimi organici ma l’importante è non eccedere con la quantità, altrimenti il terreno diventa freddo e poco permeabile. Un terreno caratterizzato dalla troppa “sabbiosità” sarà sicuramente formato da un alto livello di silice, che si può trovare in natura allo stato puro oppure miscelata con altri elementi. La silice serve per rendere i terreni più permeabili all’aria e all’acqua.

Un terreno può essere modificato anche da altri tipi di sostanze, come ad esempio l’humus, un componente organico che contribuisce a rafforzare la tenacità dei terreni argillosi e la troppa permeabilità di quelli arenosi. Ogni terreno, qualunque sia la sua composizione, si può suddividere in due strati: suolo e sottosuolo. Il sottosuolo riguarda quel tipo di terreno di natura mineralogica che si contraddistingue dagli strati superiori, ossia quello del suolo, che è lo strato di terreno che dà origine alle piante e alla vegetazione in generale.

Resta il fatto che il sottosuolo influenza notevolmente le condizioni del suolo in base al suo livello di permeabilità: un sottosuolo formato da sabbia o ghiaia riduce i rischi di un suolo compatto, favorendo il deflusso delle acque; un sottosuolo di natura argillosa, invece, rende il suolo ottimo per trattenere le acque con un giusto grado di umidità.

Preparazione del terreno

La lavorazione profonda del terreno viene eseguita per la realizzazione di frutteti e giardini. L’obiettivo è quello di rendere il terreno più “aperto” al deflusso delle acque, al flusso dell’aria e all’ eliminazione delle piante nocive. Questo tipo di lavorazione viene comunemente chiamato divelto o scasso reale, e consiste nel ribaltare il suolo, facendo emergere in superficie gli strati più nascosti. Le zappature, le sarchiature e le vangature sono, invece, lavorazioni superficiali eseguite a intervalli programmati nel corso dell’anno in orti, giardini e terreni già piantati. Lo scopo è quello di preparare il terreno alle sementi e a ripulirlo dalle piante cattive. Un consiglio: mai eseguire questi tipi di lavorazione quando il terreno risulta troppo umido.

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