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La potatura: guida introduttiva

Per regolare la forma delle piante e determinarne una corretta crescita, bisogna saper effettuare una buona potatura. Per diventare dei bravi potatori bisogna conoscere le necessità e le caratteristiche tipiche delle specie di piante su cui si intende intervenire per prevenire l’insorgere di malattie e limitarne i ristagni di umidità dovuti all’eccesso di vegetazioni, permettendo alla luce solare di filtrare bene nella pianta. La potatura, quindi, permette non solo di ottenere un risultato visivo di grande impatto, ma soprattutto di mantenere le piante in salute e di favorirne lo sviluppo nonché la fioritura.

La potatura

I tipi di potatura da poter praticare sulle piante sono diversi proprio in base al genere di pianta da ritoccare e, quindi, determinano anche risultati diversi a seconda delle circostanze in cui la potatura viene effettuata.

La potatura

La potatura di allevamento ha lo scopo di indirizzare la pianta verso una forma più appropriata alla sua specie: si tratta di un tipo di potatura molto usata nel vivaio nel primo mese di nascita della piantina, cui sarà praticata anche la cimatura, che provocherà l’infoltimento e l’emissione di nuovi rametti. In questo periodo di tempo è consigliabile somministrare alla piante dei prodotti specificamente formulati e biostimolanti, oltre al fertilizzante nutritivo adatto per il periodo di crescita.

Altro tipo di potatura è, invece, quella detta all’impianto, ovvero quella effettuata al momento della messa a dimora della pianta: per tale potatura alcuni esperti sostengono che è necessario potare alle radici e altri affermano che va potata la parte aerea della pianta. Diciamo che, se si tratta di una pianta a radice nuida, è meglio eliminare le parti danneggiate, per cui se la pianta ha subito danni anche alle radici bisogna intervenire anche con la potatura aerea per rendere nuovamente equilibrato il rapporto tra le due parti.

La potatura aerea, infatti, dev’essere sempre regolata in base all’anzianità della pianta ed è importante non togliere più rami del necessario. Le piante più giovani con pochi rami vanno potate lasciando solo pochi getti, mentre quelle più anziane che hanno molte ramificazioni vanno sfoltite in modo da eliminare i rami più deboli e vecchi e accorciando i getti privi di ramificazione di almeno un terzo della loro lunghezza.

La potatura da mantenimento segue delle regole ben precise tra cui quella di eliminare sempre i rami e le foglie secche o danneggiate tagliandole alla base. Lo scopo di tale potatura è quella di mantenere le piante sane a lungo favorendone lo sviluppo e la produzione di fiori o frutti.

Il taglio di alcune parti della pianta va a stimolare la loro sostituzione con una nuova vegetazione e, una volta eliminato il necessario, bisogna valutare se vi è una reale necessità di un ulteriore sfoltimento in base alla presenza di foglie ingiallite o diradate eccessivamente. In questi casi sarà meglio favorire la penetrazione della luce del sole nelle zone danneggiate diradando i rami in eccesso.

Il taglio dev’essere praticato formando un angolo di 45° con l’asse del ramo parallelo all’asse della gemma, in modo da facilitare lo scorrimento dell’acqua sul taglio in direzione opposta a quella della gemma. Durante il taglio, bisogna evitare la formazione di monconi per poter permettere una più rapida cicatrizzazione, mentre per impedire qualsiasi tipo di infezione patologica sarà meglio usare della pasta cicatrizzante.

La potatura da ringiovanimento, invece, è necessaria quando ci sono arbusti trascurati che possono essere diventati troppo invadenti perdendo vigore e per i quali è necessario un rinnovamento, ovvero una potatura che permetta una rapida ripresa dello sviluppo vegetativo della pianta. Il periodo più idoneo per praticare tale potatura è durante l’inverno perché con il freddo le perdite di linfa sono più limitate.

Il periodo invernale è il favorito per la potatura perché le piante rivelano una maggiore capacità di rimarginare le ferite e disperdere meno le energie, per cui si preferisce potare a fine inverno quando la temperatura non è troppo bassa e non ci sono rischi di gelate. La potatura estiva consiste nell’intervento su organi erbacei, per esempio una potatura estiva è la cimatura dei germogli in modo da favorire la ramificazione, o la spollonatura, ovvero l’asportazione dei pollini o ricacci o succhioni dalle radici, dal fusto e dai rami.

Le attrezzature adatte alla potatura

Lo strumento più adatto da usare per la potatura sono le cesoie, mentre forbicioni e tosasiepi elettrici sono più indicati per le siepi con foglie piccole. Nella potatura delle siepi con attrezzi elettrici bisogna ricordarsi di oliare gli organi di taglio durante l’operazione per renderle più facili.

La potatura degli alberi

Potare un albero significa diradare e ridurne la chioma. Queste due operazioni, oltre a dare all’albero una forma più equilibrata, ne riducono la resistenza al vento e il peso della chioma. Gli alberi richiedono interventi di potatura sin dalla loro crescita: infatti, il primo passo della potatura di un albero consiste nell’imporre lo sviluppo di un solo fusto che si divide poi in varie ramificazioni.

Durante il periodo di formazione dell’albero, il tronco dovrà essere liberato di una parte dei rami laterali. In genere, le ramificazioni laterali nascono e si sviluppano dopo l’impianto quando inizia a ingrossarsi il fusto, per cui il taglio dei rami e dei getti laterali deve essere il più possibile rasente alla loro intersezione con il tronco e va effettuato alla fine dell’estate e trattato con dei prodotti specifici per la cicatrizzazione. Per la potatura di mantenimento degli arbusti, è meglio precedere verso la fine dell’autunno, mentre per le piante a foglia caduca è preferibile l’inizio dell’inverno.

La potatura delle rampicanti

Esistono alcune specie di piante rampicanti che hanno bisogno di una doppia potatura, la prima in estate dopo la fioritura e la seconda d’inverno. È importante per le rampicanti la formazione iniziale della pianta che determina la base dei rami: se si riesce a dare una buona impostazione ai rami, si potranno in seguito effettuare anche delle potature massicce e più importanti. I rami per essere potati devono essere ben distanti l’uno dall’altro perché hanno bisogno di spazio per i rami nuovi.

In generale, le ramificazioni laterali vanno recise in modo più drastico, mentre quelle principali possono essere semplicemente accorciate senza troppo rigore. Le rampicanti vanno potate prima dell’estate se sono fiorite l’inverno precedente, mentre quelle che fioriscono a fine estate andranno potate a fine inverno.

La potatura dei bonsai

Per una corretta coltivazione ed estetica, la potatura è essenziale nel bonsai tanto da richiedere una specifica preparazione tecnica. Esistono però alcune regole genarli da poter tener presente se si ha un bonsai. Prima di tutto, bisogna eliminare i germogli nuovi del bonsai, in questo modo si potranno gestire meglio quelli più teneri e si agevolerà il modellamento della chioma. Come per altre piante, anche per il bonsai gli interventi di potatura variano a seconda delle stagioni, inoltre la quantità di germogli da eliminare dipenderà dalla consistenza e dalla robustezza della pianta.

La potatura delle foglie, per esempio, va praticata su bonsai pieni di rami e il taglio dev’essere effettuato con forbici specifiche e solo alle foglie centrali, dopo una buona concimazione e un’abbondante irrigazione. La potatura dei rami del bonsai consente di far filtrare meglio la luce del sole all’interno della pianta per farla ramificare. I rami vanno potati solo due volte l’anno, in primavera quando si recidono i rami troppo lunghi, e in autunno, per eliminare i rami secchi. Il taglio deve essere praticato sempre in obliquo e cicatrizzato con apposite paste. La potatura delle radici è una potatura di mantenimento e va praticata in fase di trapianto.

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